Produzione, consumo e risorse” sono le tre parole che meglio riassumono l’incontro di presentazione del libro “Ecce Mondo”, dello scrittore e agronomo Nico Catalano 

“Ecce Mondo” è la storia di come il mondo sia cambiato a seguito della rivoluzione agricola del secondo dopoguerra e di come oggi stiamo subendo i suoi effetti negativi. «Da un lato la meccanizzazione del lavoro agricolo, l’uso di combustibili fossili e l’utilizzo degli antiparassitari aiutò a far uscire il mondo occidentale dallo spettro della fame» ha affermato lo scrittore Nico Catalano continuando «ciò, tuttavia, ha portato a una progressiva perdita della biodiversità, a una cattiva distribuzione di risorse e a crescenti problemi ambientali».

E sono proprio i risvolti di questa “rivoluzione verde” post-bellica ad essere affrontati nell’incontro. «Possiamo affermare di essere nella “globesità”» ha continuato lo scrittore «dove quasi 1 miliardo di persone soffre la fame e più di un miliardo è in sovrappeso, con oltre 600 milioni di persone obese».

È un pianeta – quello descritto in “Ecce mondo” – pieno di possibilità e contraddizioni al tempo stesso, dove un terzo del cibo che produciamo viene sprecato e dove a farne le spese è l’ambiente. Spesso, per via dei bassi costi, il cibo viene prodotto all’estero e trasportato in Italia, quando potrebbe essere prodotto in Italia e consumato sul posto. Una scelta, quella dettata da un globalismo sfrenato e da una politica cieca, che inevitabilmente succhia risorse ed energie dai paesi più poveri per trasferirli a quelli più ricchi.

«Ma possiamo cambiare le cose anche nel nostro piccolo, a cominciare dai ragazzi che stanno diventando sempre più sedentari e inclini al cibo spazzatura» ha infine affermato lo scrittore «e questa è una battaglia che possiamo portare avanti tutti ogni volta che facciamo la spesa. Possiamo e dobbiamo scegliere con consapevolezza».

NICO CATALANO : dottore agronomo consulente presso il Dipartimento Agricoltura Sviluppo Rurale ed Ambientale  della Regione Puglia, come unità di sostegno all’Autorità di Gestione del PSR Puglia.
E’ stato precedentemente prima borsista di ricerca presso il CREA viticoltura di Conegliano Veneto (TV), impegnandosi in un progetto sperimentale di “valorizzazione delle produzioni  viticole tipiche”, in seguito assegnista di ricerca presso il CREA viticoltura di Turi (BA), dove si è occupato della valorizzazione delle varietà di uva da vino degli ambienti mediterranei.
Attualmente riveste il ruolo di dirigente regionale dell’AIAB Puglia (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica)  e siede a Roma nel consiglio di amministrazione della  FIRAB  (Fondazione Italiana per la Ricerca in Agricoltura Biologica e Biodinamica).
E’ componente del Forum Pugliese dell’Agricoltura Sociale.